The Collo

Parafrasando il film “A ovest di Paperino” ho dato questo bellissimo titolo all’articolo di oggi.
The Collo (leggasi de-collo)
Come omaggio alla cosa più importante da fare oggi e soprattutto l’ultima da fare in questo strabenedetto paese.
Devo essere sincero : non lo sopporto più; e se la mia adorata mogliettina ha esultato quando ha saputo che non si partiva il 29 gennaio, ma il primo febbraio, io ho stramaledetto tutti i viaggiatori dell’ibera e la loro dannata furia di andare a Madrid.
– “Ma che ci vanno a fare tutti a Madrid! Tutti di giovedì, che è pure un giorno del cavolo per partire (non per tornare)”
– “E poi c’è freddo, la neve, il vento, le tempeste, la grandine, il ghiaccio, gli spagnoli …”
Niente da fare, nonostante il largo anticipo con cui abbiamo concluso le pratiche, io sono arrivato con il fiato corto.
Forse perchè tutto il tempo che siamo stati qui, l’abbiamo vissuto come una cosa da fare dopo l’altra : incontri, visite domiciliari, sentenze, atti di nascita, passaporti, registrazioni … e non abbiamo mai avuto veramente il tempo di pensare a questo viaggio come ad una vacanza; o forse perchè non potendo spostarsi in posti molto più attraenti, questa parte di città, per quanto bella, mi ha stancato molto velocemente; non lo so, fatto sta che domani, partire, per me è una liberazione.
Mia moglie invece inizia ora a pensare che sia il tempo di andare via, che senza questi due giorni (di mia agonia) non sarebbe stato completo il nostro percorso (invito tutti a leggere il pezzo “dall’orfanotrofio alla famiglia” per giudicare se il percorso possa essere o meno abbastanza lungo).

Quando leggerete queste righe, noi saremo molto probabilmente a fare i preparativi, o forse già in viaggio verso l’aeroporto; via da questo appartamento, via da Miraflores.
Un tributo al Perù comunque è giusto darlo, perchè è un paese fiero, pieno zeppo di gente fiera di essere peruviana e allo stesso tempo incurante degli altri peruviani … mi ricordano un po’ i XXXXXXXXXX, anche loro inammorati di XXXXXX, ma sempre pronti a fregarti i cerchioni alla macchina.

Non ho visto molto Perù, perchè vivere a Lima, per di più in un quartiere “protetto” dalla realtà della città vera e dalle sue infinite e misere periferie, non si può dire che sia un’esperienza significativa.
In più il Perù si estende dalla foresta amazzonica all’oceano Pacifico passando per picchi che superano i seimila metri. Ci sono luoghi, persone, abitudini delle quali non siamo minimamente a conoscenza.
Eppure mi sento di dire una cosa : “Hanno ragione loro.”
Hanno ragione quando usano un registratore di cassa a manovella invece di quello elettronico con il collegamento a internet. Perchè? Perchè funziona lo stesso.
Hanno ragione a viaggiare con macchine iperscassate, piene di buchi nella carrozzeria, con le marmitte ciondoloni. Perchè? Perchè ti porta lo stesso dove vuoi andare.
Hanno ragione a fare le case intonacate solo davanti. Perchè? Perchè tanto accanto ci costruiranno un’altra casa appiccicata (prima o poi).
Hanno ragione a fare un sacco di cose che per noi “non stanno bene” solo perchè siamo in competizione con noi stessi.
Qui usa ancora RIPARARE le cose, non ho mai visto una città così fitta di negozi di riparazione. Riparano di tutto ovunque, nel senso che puoi trovare chi ti ripara la lavatrice appoggiato ad un palo con il cartello “REPARO LAVADORA”; oppure puoi trovare un ometto che sembra addormentato ma che sa il fatto suo, perchè lui sa fare le “EZADORAS INVISIBLES” (rammendi invisibili).
A volte sembra impossibile che quello che fanno sia realmente quello che dicono di fare, si vedono ad esempio riparatori di elettrodomestici lavorare in ambienti più piccoli di un televisore, con tutti i pezzi da riparare abbarcati sul marciapiede (tanto non piove mai), usando strumenti spesso costruiti da loro stessi …
Si inventano i lavori, ma non alla maniera napoletana, che si inventano i lavori più strampalati per durare meno fatica e raccattare soldi, qui se li inventano perchè individuano un reale bisogno e lo soddisfano prodigandosi. Un esempio calzante è quello dei noleggiatori di piscinette gonfiabili che vanno ombrellone per ombrellone. Che non è il solito modo di lavorare. Non ti vendono niente. Ti fanno un servizio. E la piscina te la riempiono pure.

Non c’è niente da fare, da questo popolo noi dobbiamo imparare l’umiltà, la capacità di adattamento e soprattutto il concetto del “riparare”.
Di contro noi si potrebbe esportare i concetti di semaforo e rispetto degli STOP, molti peruviani ringrazierebbero.

Filippo Fiani

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il babbo

3 responses to “The Collo

  1. Zii Francesco e Cristina & Cuginetta Matilde

    Visto che vostra figlia ha le radici Peruviane e quando sarà grande forse non se lo ricorderà, a meno che voi non decidiate di ricordarglielo costantemente; ripensate a quanto hai scritto e tenetelo come insegnamento che Vostra figlia vi da in cambio degli insegnamenti di buona educazione che volta volta le dispenserete!!!

  2. Sr. Anna

    Ecco Filippo, vedo che ora sei pronto a fare un giro in africa!!! buon ritorno in toscana a voi tre! e spero di vedervi presto.

  3. Marzia

    Carissimi,
    buon rientro!
    Anche se avete vistato poco il Perù devo dirti hai colto un aspetto essenziale, l’umiltà!
    Io e mio marito abbiamo fatto un bellissimo viaggio di 3 settimane nel 2007 andando in giro da soli, organizzandoci alla giornata presso le agenzie locali, contenti di aver risparmiato un sacco di soldi e di aver fatto lavorare le persone locali. In questa esperienza abbiamo soggiornato presso una casa famiglia fondata 30 anni fa da una italiana con la quale siamo tuttora in contatto e che supportiamo a distanza. Una volta l’anno viene in Italia e l’abbiamo anche ospitata con due sue ragazze. Ebbene abbiamo fatto un’esperienza indimenticabile che ci ha indotto a scegliere il Perù come nostra seconda patria.
    Ai nostri occhi i bambini che fanno 3 ore di cammino per andare a scuola sono una cosa ‘strana’… ma per loro siamo strani noi che portiamo i nostri figli a scuola col SUV fin dentro la classe per evitare che facciano due passi!
    Per noi sono strane queste persone che hanno molto poco e che sono sempre sorridenti. Per loro siamo strani noi che abbiamo tutto e che appena ci alziamo la mattina siamo già inc…ti!
    Per noi sono strani loro che faticano per lavorare la terra, per raggiungere a piedi posti lontani, pr fare lavori manuali. Per loro stiamo strani noi che stiamo 10 ore seduti davanti a un PC e poi paghiamo per fare un pò di movimento in palestra!
    Ci sono tante altre cose che abbiamo realizzato e che cerchiamo di riportare nella nostra vita quotidiana.
    A presto e BUONA FORTUNA per la vostra nuova vita!

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