Competizione

Ebbene sì, 32 anni per uno, studiati, insegnanti, imprenditori, seri professionisti, beneducati, eppure … almeno io, il babbo, sono cascato nella trappola della competizione con la mamma.
Non avevo realizzato ancora bene, eppure oggi, mi è apparso tutto chiaro.
Purtroppo mi sono ammalato.

“eh si nonno Fiani, chissà quale rara malattia tropicale avrò preso, dai babbo smetti di cercare su Google, ho la gola come un peperone! il dottore (figurati ne ho trovato uno pure qui) ha detto che è quello”.

Comunque dicevo che questa febbriciattola mi ha impedito di uscire con Laura e Maria.
Ad un certo punto ho pensato a cosa stessero facendo … e io mi sarei perso qualcosa di Maria, oppure avrebbero fatto qualcosa di nuovo senza di me … insomma ho avuto un attimo di paranoia.
Ma poi, come rivalsa, ho iniziato a pensare a quello che invece faccio io da solo con Maria. Mi piace cambiarla e lavarla, mi piace farmici le coccole a letto prima di metterla nel suo lettino, e cerco di farlo sempre quando sono da solo.
Mi vanto di saperla addormantare ovunque.
Sono riuscito a farmela dormire sul petto, sdraiato in terra nel giardino dell’ambasciata italiana.
Di contro ho invidia di Laura che riesce a sopportarla più a lungo quando fa le bizze (in quei rarissimi momenti che le fa).
Insomma, mi sono accorto di essere in competizione con mia Moglie. Questo non so quanto possa essere buono, anche perchè i primi giorni, mi sentivo spaesato, inutile … percepivo vagamente la presenza di una persona bassa in casa … mi limitavo a cercare di non caplestarla.
Non ero capace di prendere iniziativa … e Laura mi ha aiutato, lasciandomi i miei spazi.
E’ stato così che forse ho cercato di conquistarne sempre di nuovi.
Il fatto è che non c’è bisogno di conquistarsi nulla e che la cooperazione invece della competizione è una cosa stupenda.
Pur prendendosi ognuno i propri meriti.
E’ ovvio che uno è più bravo a fare una cosa, e una un’altra, altrimenti saremmo come gli omini del LEGO, cambi la parrucca e diventano donne.
Però questo deve lasciare anche all’altro lo spazio in tutte le attività, perchè arriveranno momenti in cui, come adesso che sono a letto, deve essere lei a fare tutto, ed è inutile pensare “questo lo faccio meglio io” perchè nessuno ha in tasca la verità (a parte il mio amico Antonio, che però ha sempre i pantaloni sbagliati …) e scoprire che i nostri figli si adattano a noi in modo diverso … oserei dire quasi si plasmano su di noi, è stupendo.
Maria da pochi giorni ha iniziato a cercarci nei momenti di bisogno, fame – mamma, caduta – babbo … e sapere che il mio contatto la tranquillizza o lo sbattere dei piatti di Laura la richiama in cucina,
lascia senza parole.

Filippo Fiani

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il babbo

4 responses to “Competizione

  1. delpitik

    Sarebbe facile dirti che è meglio che tu non ti metta in competizione con Laura xchè perderesti….. Ma è meglio forse che ti dica che la figura paterna per un figlio è qualcosa di mitico, dogmatico, quasi religioso una figura che si tende a divinizzare( o demonizzare se si hanno scontri che sono sempre molto accesi).
    Quindi questo sarà sempre anche fra te e Maria che ti vedrà sempre meglio di come sei (è meglio così e non ci vuole molto)….
    Naturalmente Filippo con te skerzo sempre e penso di potermelo permettere, ma una cosa seria voglio dirtela da persona che ha avuto un padre quasi assente e una madre che lavorava 24 ore per mantenermi:
    fai il pieno di Maria ora che la hai tutti i giorni x tutto il giorno vicino xchè quando tornerai avrai molto meno tempo ma quello che ti rimarrà sarà molto più importante, xchè a volte basta uno sguardo, una carezza o 10 min ben spesi x ripagarsi di una giornata di lavoro e di mancato contatto…. quegli stessi minuti che mia madre è riuscita cmq a donarmi nella mia infanzia e che io ricorderò sempre come se fossero ore, quei minuti che mio padre non è riuscito a donarmi e che io ricorderò sempre come buio, buio che ha scavato un’eternità.
    Quindi quando arriverai a casa stanco, inkazzato, bagnato dalla pioggia, nel tuo peggior giorno cerca di ricordarti queste parole:
    fatti una doccia, lavati di tutto e regala la tua parte migliore a chi ti aspetta con ansia e ke non si merita che tu gli scarichi tutte le tensioni di una giornata che il meglio lo deve ancora conoscere.
    Mi sono un po’ dilungato e ti ho dato un altro consiglio( kissà quanti ne hai ricevuti e quanti ne riceverai) ma non mi sarei mai permesso di farlo se questo per me non fosse alla base di tutto

  2. Ale e Silvia Antonini con Francesca, Matteo e Luca

    Ciao Filippo, e naturalmente un ciao anche a Laura e Maria, stai scrivendo in modo fantastico, noi non vi conosciamo molto, anzi vi scopriamo giorno per giorno, e vi ammiriamo sempre di più, proprio per questi sentimenti che riuscite a scrivere così bene da farceli sentire “nostri”. Ebbene le competizioni come dici te sono successe anche a noi, anzi io sono convinta che Ale (non è qui con me così posso scriverlo !!!!!) abbia sofferto anche un po’ di gelosia per i momenti che non gli ho dedicato perchè ero presa troppo dai figli, ma penso che così sia la vita di oggi. Devo anche essere sincera, gli incontri fatti con Enrico e Cristina a Villa Pettini ci hanno aiutato molto a cercare di cambiare questi atteggiamenti. Ed è vero quello che ti ha scritto “delpitik” …. quando arrivi a casa stanco, inkazzato ….. cerca di farlo, noi ce la stiamo mettendo tutta e delle volte ancora caschiamo nel “vortice sbagliato”. Forza ragazzi fare i genitori è difficile, teniamoci “per mano” e impegnamoci per fare sempre meglio. Un bacio a tutti.
    P.s. Filippo quando torni a casa abbiamo bisogno di una tua consulenza per le tartarughe !!!!

  3. Zii Francesco e Cristina & Cuginetta Matilde

    Salve amici e parenti di “questa sindrome genitoriale”. Anche noi neo genitori soffriamo di questi sintomi, almeno io, Cristina, nonostante passi tutta la mia giornata con la piccola (salvo le uscite da sola per le spese al volo) ho paura di perdermi e di non esserci quando il mio tesorino fa qualcosa di nuovo… Ad esempio quando la lascio alla nonna per fare le commissioni io…corro… mi catapulto da una parte all’altra cercando di “perdere” meno tempo possibile, visto che mi sembra che passi in frettissima. Adesso poi che il 2 febbraio devo tornare al lavoro, stando via da casa quasi 9 ore…beh… se non soffrivo già di ipertensione credo che avrei cominciato adesso! Nonostante mi fidi di lasciarla alla nonna, alla bisnonna, al babbo, comunque una parte di me sente fortemente la mancanza della mia creatura, mi mancano già i primi progressi, le prime cose che farà senza di me, anche le più banali, come cambiarle il pannolino puzzolottoloso, diciamo così… Francesco poi soffre di un po’ di “gelosia” perchè la mia attenzione non è rivolta a lui al 100%, ma sono sicura che piano piano capirà che se stiamo facendo le cose per la piccola è perchè lui è alla base. Vi vogliamo bene. Baci e a presto

  4. Fefi

    Filippo, la scuola non ti ha insegnato niente? Con Laura non puoi competere in nessun campo…ma la tua fortuna e’ che le bambine adorano i loro babbi a prescindere dalle loro qualita’. Anzi, piu’ sono imperfetti, piu’ li adorano…:))) Un abbraccio dalla tua ex-compagna di scuola, ex-collega e dopo queste parole, forse ex-amica…:)))))))

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